Il cammino comune, iniziato a Tignes nel 2007 con il primo incontro italo–francese, ha nel suo più intimo spirito l’obiettivo di condurre le due comunità scientifiche transfrontaliere, che hanno nella area montana il loro comune denominatore, verso lo sviluppo di linee guida comuni nell’ambito della patologia della testa e del collo. L’incontro e il confronto delle reciproche esperienze e attitudini mediche e chirurgiche nell’ambito traumatologico, oncologico ed audiologico, oltrechè in una patologia emergente come l’O.S.A.S., sarà occasione di stimolo e formazione per medici specialisti ORL e CMF, medici di pronto soccorso, medici di medicina generale, e medici sportivi.
Il progetto RFIORLCMFMONTAGNE vuole condurre, attraverso incontri programmati e lo sviluppo di studi medico–scientifici e socio–sanitari comuni alla più ampia reciprocità di attività medica, chirurgica e scientifica nell’ambito della patologia medica e traumatologica della testa e del collo fra due territori transfrontalieri che hanno, nell’area montana, il loro comune denominatore, capace di modificare l’incidenza di alcune patologie oltre che la loro pericolosità e presa in carico. La condizione di perifericità dei centri ospedalieri alpini ne rende utile una collaborazione ai fini di una maggiore accessibilità ai servizi da parte degli utenti, solitamente svantaggiati rispetto ai concittadini che vivono nelle grandi città dove vi è semmai una ridondanza di offerta e di educazione sanitaria. La collaborazione con i centri universitari vicinori è essenziale come supporto tecnico e formativo per un’applicazione uniforme delle conoscenze tecniche e medico–chirurgiche nella cura del paziente di montagna al fine di offrire un servizio pari a quello dei grandi centri urbani.
In quest’ottica è fondamentale un maggior lavoro coordinato fra i presidi sanitari delle due sponde delle alpi. Un lavoro "in rete" è oggi facilitato dalla tecnologia (telemedicina, internet, video conferenze). Al fine di offrire servizi sempre più rispondenti ai bisogni dei malati. Gli incontri mireranno a sviluppare protocolli comuni ed un lavoro coordinato fra gli operatori sanitari dele due nazioni attorno al "paziente di montagna" con patologia della testa e del collo, d’urgenza o di elezione.